Timshel

La parola ebraica timshel – “tu puoi” – implica una scelta. Potrebbe essere la parola più importante del mondo. Significa che la via è aperta. Rimette tutto all’uomo. Perché se “tu puoi”, è anche vero che “tu non puoi”.

(John Steinbeck)

un anno fa

“Scusi mi apre il tornello? Ho riconsegnato il badge e devo andare via.
E no, io non posso aprire, venga che gliene do uno provvisorio. 
Scusi, non mi serve provvisorio e poi per venire da lei dovrei comunque uscire. Come facciamo?
Ah non so!
Guardi scavalco e vado via!”

un anno e qualche giorno fa (era il 31 luglio 2018) con questo dialogo tra me e la portineria si concludevano il mio percorso da dipendente per iniziarne un altro.

Mi potrei soffermare sul fatto che per definire un processo non basta saper fare un diagramma di flussso, o sul fatto che la realtà è ormai scomparsa da alcuni uffici, ma non è il caso.

Avevo deciso di cambiare per seguire la voglia di risvegliarmi dal torpore e tornare di nuovo in pista [ tempo fa avevo usato per descrivermi la metafora del periodo di manutenzione, ormai finito]. Avevo un piano, delle idee e voglia di fare.

Il piano è andato male, le idee sono rimaste e le ho seguite ancora di più. Sono stato capace di incassare il colpo basso, oddio se ne parlo ancora la sera rimango un po’ agitato nel sonno, di reinventarmi e di cambiare direzione, piani e tutto quello che c’era da cambiare ed anche qualcosa un più.

Adesso mi ritrovo, con gioia e soddisfazione, a fare una cosa che non avevo previsto, che mi piace e sulla quale mi sto misurando con convinzione.

Sento, e so, che anche questa è una tappa e non un traguardo, ed ho imparato ad essere pronto al cambiamento e ad accoglierlo con la migliore predisposizione, “welcome change” come dico nei workshop che adesso tengo.

Il nostro domani lo costruiamo noi

Il coraggio non è sempre un ruggito.

A volte il coraggio è la calma voce della fine del giorno che dice: proverò di nuovo domani.

Charles Bukowski

La conferma

“Bonjour Emanuele,

J’ai eu les informations. Tout est ok maintenant, tu peux nous rejoindre sur le stage transatlantique.”

Con questa email iniziava la fase due della preparazione.

Ricordo la gioia per essere stato preso per la mia traversata e, diciamolo, la paura per un’impresa impegnativa e fantastica.

Anche la preparazione è stato un lungo viaggio!