Mio cugino mi ha detto…

…che quello che più gli manca di questi posti, per entrambi natii, sono i sapori.

Mi ha illuminato. E subito mi ha fatto venire in mente le cose che preparava mia madre, ed è vero, sono proprio i sapori di quelle cose e di altre che mi mancano, che ricerco quando torno qui al sud. Non ci avevo mai pensato in questi termini, e con questa lucidità.

Tutto si confonde tra ricordi d’infanzia, di mia madre e di cose che facevo. Ma tutto è legato dal sapore.

Il sapore dei dolci natalizi, dei torroni o dei petrali, che preparavamo assieme e che non ho più ritrovato.

Il sapore dei fichi raccolti per strada, caldi che ancora riesco ad assaporare d’estate andando al mare.

Il sapore delle frittole (carne di maiale) che mio padre mi fa trovare ogni volta che torno in inverno da mangiare assieme. Questo sapore mi ricorda le riunioni tra vicini dopo aver macellato il maiale, che diventavano una festa ed un modo di ringraziare tutti per l’aiuto e per stare assieme.

Aggiungo ai sapori anche gli odori, anche loro evocativi.

L’odore dell’uva colta e pestata in mosto che non ritrovo più, o del mosto a cuocere e ridurre ad ⅓ per poi usarlo nei dolci che non sento più.

L’odore della zagara delle distese di bergamotto che circondavano casa mia.

Il gusto, ecco un senso che avevo sottovalutato!

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