Si fa sul serio

 

Ci siamo quasi! La riunione a Parigi ha fatto iniziare il conto alla rovescia, ormai non si scherza più. La traversata inizia ad essere nei miei pensieri con una certa frequenza e insistenza, una piacevole presenza mi viene da dire.

Ho conosciuto i compagni di viaggio e ricevuto le informazioni principali. Adesso inizio a pensare a questi, almeno 20, giorni continuativi in mare. Il tempo sarà scandito dalle guardie, di 4 ore dicono, bisognerà strutturarlo e sopratutto bisognerà dormire bene ed appena possibile per essere lucidi e conservare le energie per quando serviranno.

Il fatto di partire a novembre fa pensare a tutti al freddo della stagione, ed in parte è vero, ma la rotta sarà “bassa” e verso i Caraibi… not to bad!

Ho anche un po’ paura, questa avventura è la mia avventura ed anche se con timore ho molta voglia di farla. Di perdermi per poi ritrovarmi.

E adesso mettiamo a punto una bella lista!

Era il 22 agosto di tre anni fa

Ultimo giorno della mia prima volta in Bretagna, e come ogni prima volta non si scorda mai e spesso ci si innamora.

Navigare in quei mari significa anche d’estate avere intimo tecnico, cerata oceanica e cappellino di lana (beh qualche volta no, ma solo qualche volta) di giorno! Il vento non manca e le temperature non consentono di fare la tipica vacanza caletta bagnetto che spesso si associa alla barca a vela estiva. Le emozioni sono diverse, il tempo cambia velocemente, le maree fanno trovare un prato dove c’era l’acqua e generano correnti importanti. Quella prima volta abbiamo navigato per tre settimane consentendomi di sviluppare il piede marino che mi mancava e di appassionarmi definitivamente e sconsideratamente della vela. Del mare lo ero già, da sempre, da appena nato. Da piccolo se non i tenevano finivo in acqua ancora vestito e diverse volte per la mia voglia di entrarci con qualunque condizione mi hanno dovuto tirar fuori di peso. Ho paura del mare, ho paura dell’oscurità delle sue acque di notte, ma mi ci tutto ogni volta che posso. Ma mi basta anche navigarci sopra, o solo sentirne l’odore ed il rumore, percepirne la presenza con tutti i sensi.

E’ strana questa mia passione. Spesso sto male in mare, faccio fatica patisco il freddo, ma non posso fare a meno di andarci perchè su una barca sono felice.

 

A proposito di bere

Anche per i posti dove bere ho un nutrito elenco dei miei preferiti. Questo fa parte a pieno titolo dell’elenco. Ci è entrato nel 2014 quando ci sono stato per la prima volta (dovrei tornarci è troppo tempo che manco!) ed unica.
Vorrei ci fosse il mio nome inciso in qualche legno del locale, e che ci fosse il mio solito entrando.
Mi piace sentirmi a casa nei locali, sarà perché sono abitudinario, sarà perché in fondo mi piace stare a casa ma in compagni ma la bellezza di un locale per me passa anche da quanto mi senta a casa la dentro.
Da anni ormai accarezzo il desiderio di aprirne uno, per farne una casa per gli amici o per chiunque voglia passare del tempo, raccontare la sua storia ed ascoltare la mia. Ma ancora non lo faccio, evidentemente non sono pronto per questo viaggio, non ho preparato la mia barca e le vele per il vento.
Potendo sarebbe il puzzle composto con tutti i dettagli dei miei posti preferiti. La stufa di ghisa del “Margherita” a Lorient, la vista dell’Atlantique a Concarneau, i rhum del bar sul lungo mare a Cammaret sur Mer, i cornetti del NordEst di Milano, le aringhe di Ada al Pogue Mahone di Milano. Un bancone lungo, magari centrale, divani libri, ed un cane mollemente steso sul pavimento di legno grezzo e consumato. Un bel posto insomma, il mio posto!
A presto nella mia nuova casa

Partenza rimandata

Capita che il mare si incazzi, e il mio caro mare bretone mostri questo altro volto. Capita che anche i Bretoni annullino una tappa del loro TourdF (2015)ma non senza averci fatto arrivare fuori dal canale e constatare, costernati, che forse per quel giorno potevamo bere una birra aspettando domani.
Non ho mai visto onde così alte come in Bretagna, ma solo per la mia poca esperienza. Dicono essere più lunghe e meno ravvicinate che in Mediterraneo, meno ripide da risalire e da scendere. Non lo so, non l’ho saputo verificare.
Il mare merita rispetto, ma non si fa problemi a prenderselo quando ne ha voglia. Ricordo quel posto come uno dei miei preferiti. Ed uso la formula “uno dei miei” perché mi sentirete dirlo spesso di tanti posti, perché si ne ho proprio tanti di posti preferiti. Il canale più bello, un bacio particolare, un posto magico, un pub da ricordare, la prima bassa marea, una donna abbracciata, il primo porto nell’oceano, la prima uscita da capitano, il primo ormeggio fatto bene (il solito culo del principiante). Non so se avrò una storia per ognuno di essi, o meglio se la scriverò, perché una storia ce l’hanno tutti i miei posti preferiti.

La regata, la 2° tappa, è stata annullata e il giorno dopo abbiamo fatto un sacco di motore per portarci a sud e partire da li per una notturna con il passaggio del Raz de Sein.

Svegliarsi così

E’ stata la mia prima alba in barca dopo una notte di navigazione. E’ stata la ia prima vera notturna. Avevo partecipato ad una delle prime 151 miglia, ma eravamo arrivati alle 2 di notte.
Ma quella volta, sempre in Bretagna, è stato magico. Vedere le luci affievolirsi, constatare la curvatura terrestre vedendo prima il bagliore e poi i punti luminosi, iniziare a vedere le stelle è stato meraviglioso.
Per la prima volta ho visto le luminescenze del plancton apparire quando la prua tagliava l’acqua.
Dopo quel battesimo ho navigato ancora di notte, e sempre in Bretagna, ho fatto al timone il “Raz de Sein” durante una regata (ma questa è un’altra storia) e l’ultima volta ho navigato su Sereine da Concarneau verso Sud.

Tre anni fa

Non avevo mai visto gli effetti della marea (alta e bassa), o almeno questi effetti. La Bretagna è stato amore a prima vista, io mi innamoro sempre a prima vista, ma questa è un’altra storia.
Andare a dormire con il porto pieno d’acqua e svegliarsi con un bel prato verde al suo posto è un’emozione alla quale non mi abituerò mai.
Tre anni fa iniziavo un bel periodo in barca, una nuova iniziazione alla vela nel paradiso della vela, all’oceano alle maree ed alle correnti. Varcavo insomma le mie colonne d’Ercole, in tutti i sensi.
Da allora sono tornato altre volte in Bretagna e nel 2015 anche per fare una regata, beh la regata, “Le Tour de Finisterre a la voile”.
Ogni volta è un amore ritrovato, sensazioni diverse, paura, gioia, ansia…felicità.

Il caffè non va bene

Soffro di mal di mare, ma non so starci lontano. E come per ogni cosa ho iniziato ad osservare, annotare, fare prove su prove e con molta pazienza ed avendo eliminato caffè, cornetti, latte ed altre cose ho imparato a gestirlo. Non sono guarito, ho solo alzato l’asticella del malessere a livelli più che accettabili.
Certo una bella tazza di caffè mi fa gola, ma so aspettare di toccare terra per godermela, per meritarmela.
Ah, non ho ricette per il mal di mare, conosco solo quelle adatte a me!

Tutto è iniziato da qui

Non ero mai salito in barca prima di allora. Non ci sono più sceso (si fa per dire ovviamente). Da allora mi sono appassionato, mi sono incaponito e mi sono dedicato con la passione e la determinazione che solo un calabrese può avere e che mi ha permesso di vincere il mal di mare e di convivere con la paura che sa fare.